Biografia

Marco J Mammi nasce a Scandiano (RE) nel 1983.

Nel 1987 capisce che schiacciando i tasti del pianoforte di casa, incredibilmente si sente un suono.

Nel 1992 inizia a chiedersi a cosa servano i tasti neri del pianoforte.

Nel 1993 i genitori gli regalano un saxofono, strumento con il quale inizia a prendere lezioni sotto la guida del maestro Paride Sforza.

Nel 1994 ingoia per sbaglio un mattoncino dei Lego.

Nel 1995 prende finalmente coscienza del fatto che i tasti neri del pianoforte non servono a niente.

Nel 1997 scopre che nelle ultime tre pagine del canzoniere di Guccini ci sono degli schemini con delle righe e dei pallini per imparare da soli a suonare la chitarra. Fantastico.

Nel 1999 prende 2 in un’interrogazione di Biologia, scena completamente muta. Non aveva capito che c’erano da studiare anche i mitocondri. Comunque voto prontamente rimediato la settimana dopo. Quindi niente panico.

Nel 2000, in un caldo giorno di agosto, sale su un aereo e vola a Olympia, nello stato di Washington (U.S.A.) dove rimarrà per un anno e dove frequenterà il quarto anno come Senior alla Capital High School.
Sempre nel 2000 scopre che gli americani mettono l’ananas sulla pizza, cosa che segnerà il suo carattere per diversi anni.

Nel 2001 torna in Italia e carico dell’esperienza statunitense fonda una blues band.
Sempre nel 2001, a settembre, suona con la sua band alla sagra di Rivalta e il gruppo viene pagato 16.000 lire. Che da dividere in 4 sono 4.000 lire a testa. Va bene che con le lire era tutto più bello, ma 4.000 lire sono poche.

Nel 2005 entra a far parte di una band reggiana come tastierista.

Nel 2006, dopo una serata finita in rissa pacifica in sala prove, fonda i Summa Brothers insieme a Fabio Debbi e Alessandro Femminino, band che gli permetterà di suonare in diversi locali e feste della provincia reggiana.

Nel 2008 entra a far parte, come polistrumentista, di un tributo reggiano ai Dire Straits e si diverte un casino.

Nel 2010 non è successo niente di particolare. Se ci dovesse venire in mente qualcosa ve lo scriveremo su Facebook.

Nel 2011, strano ma vero, si laurea in Medicina Veterinaria presso l’Università degli Studi di Parma discutendo una tesi dal titolo “Analisi del sistema legislativo statunitense in materia di igiene e ispezione delle carni”.

Nel 2012 prende una pausa di riflessione musicale lunga circa 6 anni. Se la musica smette di divertirti è meglio fare pausa.

Nel 2015 succede una cosa bella.

Nel 2016 succede un’altra cosa bella.

Nel 2018, in una freddissima, anzi, gelida serata invernale, si decide a incidere un brano che aveva in mente da diversi mesi. Nasce così “Diotbendèsa”, una canzone d’amore.

Dopo aver inciso la canzone imbraccia la videocamera e gira il video di Diotbendèsa.

Di lì a poco nasce l’idea di incidere altri pezzi originali in dialetto reggiano, girare un video per ogni canzone e produrre un album che le racchiuda tutte.

A ottobre 2018 l’alta tensione mi interferisce i radiocomandi.

A fine 2018 l’idea dell’album di esordio di Marco J Mammi si concretizza sempre di più.
Ad oggi, i lavori sono in corso.